Festa della donna: principio maschile e femminile in equilibrio.

Festa della donna: principio maschile e femminile in equilibrio.

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Nella prima parte di questo articolo, abbiamo introdotto le disparità tra uomo e donna ma anche come la violenza non abbia sesso e bandiera e come l’informazione di massa miri più ad alimentare il livore e la competizione tra le due parti piuttosto che a favorirne il dialogo e la collaborazione.

Ancora, abbiamo sottolineato come violenza generi violenza e di come ci stiamo pericolosamente spostando verso una società dove la donna vuole più assomigliare all’uomo sottraendogli parte del suo principio maschile piuttosto che affermare quello splendido principio femminile di cui è portatrice naturalmente.

Il risultato è una società pericolosamente sbilanciata verso il solo polo rappresentato dal principio maschile.

Il principio maschile e femminile.

La Vita nella quale siamo immersi, è formata da un principio maschile e femminile. Non sto parlando di “maschio” o “femmina” ma delle modalità simboliche di approccio alla vita tipiche di questi due poli.
Nel principio maschile abbiamo l’osservanza delle leggi e l’amore condizionato del padre che ci accetta solo se soddisfiamo le sue aspettative, i suoi precetti e le sue regole, solo cioè se ci rendiamo degni della sua attenzione e delle tradizioni della famiglia. Il principio maschile si basa sull’ accettazione “a patto che…” pena conseguenze come la punizione o il ripudio.1

Va da sè che, estremizzando questo principio, abbiamo competizione e lotta per la sopravvivenza. Il più debole soccombe, il più forte vince. E questo aspetto è certamente presente in natura, non sto dicendo che sia una cosa negativa in senso assoluto. Sappiamo infatti quanto la legge evolutiva della Natura sia, ai nostri occhi, implacabile e dura. Ma è un male se la società comincia a vivere basando le sue relazioni solo su questo principio.

Il  principio maschil è legato dunque alla razionalità, alla logica, alla pragmaticità e per questo può facilmente sfociare nella freddezza.

Il  principio femminile  invece rappresenta l’amore incondizionato: non importa cosa facciamo o cosa diventiamo; il femminile ama per il solo fatto che siamo suoi figli.

Il principio femminile accoglie, non giudica. Esso si fa portavoce del perdono, della creatività, della fede e della speranza. E’ caloroso. E’ grazie al principio femminile che un bambino può sentirsi accolto e protetto quando viene al mondo ed è grazie alla sua empatia che il neonato può crescere e iniziare a differenziarsi in modo sano.

Si badi bene: il principio femminile e maschile non c’entrano niente con il sesso manifesto; ogni individuo, sia uomo che donna, ha al suo interno sia il principio maschile che quello femminile. Va da sè che nel maschio il primo principio sia preponderante rispetto al secondo e viceversa nella donna. Che questo sia un fatto biologicamente o culturalmente determinato, non ci interessa per ora.

Questo significa che ognuno di noi ha, al suo interno, sia caratteristiche maschili e femminili in proporzioni diverse e questo è normale ai fini dello sviluppo di una vita sana. Il problema è quando si finisce per negare, disconoscere, ridurre al minimo una di queste parti (nel nostro caso il femminile, appunto) per assistere a una ipertrofia della parte rimanente (il maschile).

festa della donna
La Vita si basa su un equilibrio tra Maschile e Femminile.

Purtroppo abbiamo creato una società che è estremamente sbilanciata verso il solo principio maschile. Il nostro sistema educativo, per esempio, è prettamente maschile. Ed è un sistema che ha formato e sta formando anche le donne. La stessa idea di successo, come detto poco sopra, è diventata maschile. Le donne che vogliono avere successo, stanno sposando i valori maschili di questa società e questo è senza dubbio un grave danno all’ umanità. Se il principio femminile verrà portato via definitivamente dalla nostra società, tutto ciò che è dolce, gentile, bello, accogliente, incondizionato, sparirà ed esisterà soltanto l’aspetto della sopravvivenza, della competizione, della prestazione e del “mors tua, vita mea”.

L’esempio lo abbiamo riportato nella prima parte di questo articolo: abbiamo parlato di economia, di posizioni lavorative e di potere: un aspetto tipicamente maschile. Questo accade perché quando la società impone uno standard per avere successo (basato appunto sul principio maschile), anche la donna si adatterà alla situazione.

Il rischio che stiamo correndo è l’assottigliamento della presenza del principio femminile, anche nelle donne stesse; molte di queste infatti possono esprimere la loro mascolinità in modo più brusco e crudo di un uomo.

Nella nostra società consumistica e compulsiva bisogna essere altezza, sempre sulla cresta dell’onda, competitivi e aggressivi; dobbiamo avere questo o quello perché altrimenti non si è considerati al pari del nostro prossimo. Va da sè che guadagnare di meno rispetto a un maschio, non è considerato un male solo ai fini della pura sussistenza ma è addirittura considerato umiliante. Ancora una volta, abbiamo dato all’ avere più potere che all’ essere. Ma questo è un modo dettato dal principio maschile che giudica a seconda di quanto siamo bravi, competitivi, spietati, aggressivi etc.

La festa della donna? Ripristinare l’equilibrio tra maschile e femminile.

Per uno sviluppo sano della Vita,  c’è bisogno di un perfetto equilibrio tra principio maschile e femminile . Questo concetto è descritto, più o meno esplicitamente, anche in alcune religioni: nel Cristianesimo originario, Gesù Cristo venne, con il suo messaggio di amore incondizionato, a completare la legge mosaica in vigore fin ad allora presso il popolo ebraico e basata su un chiaro principio maschile.

Nello Hatha Yoga, forma di yoga basato su una serie di esercizi psicofisici originati nelle scuole iniziatiche dell’India e del Tibet in seno alla religione induista, si cerca l’equilibrio tra lo “Ha” (il sole, rappresentato dal nostro corpo, la nostra fisicità) e il “tha” (la luna, rappresentata dalla nostra coscienza); questo significa bilanciare il maschile e il femminile dentro di noi. Solo quando questi due aspetti sono bilanciati, noi siamo esseri umani completi.

L’equilibrio in Natura tra il principio maschile (il cielo che dona) e quello femminile (la terra che accoglie).

Se la donna cercherà soltanto di sottrarre all’ uomo parte del suo principio maschile in una lotta di potere senza fine, non si giungerà a una società equilibrata. C’è bisogno di cooperazione, non di competizione. E ovviamente l’uomo deve permettere che la donna si faccia nuovamente portatrice del necessario principio femminile.
Se non si riuscirà ad avviare una cooperazione, non si farà altro che contribuire a sbilanciare ulteriormente la società verso il polo del principio maschile esercitato anche dalle donne. Avremmo cioè donne che si comporteranno secondo quel principio maschile che tanto sta rendendo la nostra società così competitiva, fredda e violenta proprio perché sta mancando sempre più l’azione mitigatrice del principio femminile.

Trovo fondamentale che la donna non segua l’idea di successo e di libertà come siamo abituati a considerarli nella nostra società ma si riappropri e si faccia portavoce di quel principio femminile di cui è, naturalmente, splendida rappresentante.

Note:

1: L’amore per la vita, E. Fromm, 1984, pag. 33, Arnoldo Mondadori Editore Spa.

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Albero_Bianco

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